
Quando si prepara il rinnovo di un parco di computer o si configura un nuovo PC, la domanda si pone rapidamente: è meglio aspettare Windows 12 o bloccare l’installazione su Windows 11 adesso? Microsoft ha confuso le idee per diversi mesi, e la risposta non è affatto scontata. Il nome “Windows 12” circola ampiamente, ma la strategia ufficiale dell’editore racconta un’altra storia.
Windows 25H2: l’aggiornamento che rinvia Windows 12
Alla fine di giugno 2025, Microsoft ha confermato che la prossima versione principale sarà Windows 11 25H2, non Windows 12. Per chiunque stia pianificando un deployment o un acquisto di licenze, questo è il segnale più concreto da tenere a mente: rimaniamo sulla base Windows 11 per almeno un anno in più.
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La versione 25H2 si basa sulla stessa architettura tecnica della 24H2. Nessuna rottura di architettura, nessun nuovo kernel. Microsoft promette un’installazione più veloce rispetto alla 24H2, il che è particolarmente importante negli ambienti in cui si devono clonare decine di macchine.
Per coloro che seguono da vicino la data di uscita di Windows 12 su Geekfinity, il quadro è chiaro: nessun annuncio ufficiale menziona un OS numerato “12”. Il branding potrebbe non esistere mai in questa forma.
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Copilot+ PC e NPU: il vero divario hardware dietro Windows 12
Il vero cambiamento non porta un numero di versione. Porta un nome hardware: NPU (Neural Processing Unit). Microsoft ha creato il marchio “Copilot+ PC” per designare le macchine dotate di un chip con un NPU che raggiunge una soglia di potenza IA sufficiente per attivare funzionalità locali avanzate.

In concreto, i Snapdragon X Elite di Qualcomm hanno aperto la strada, seguiti dai chip Intel Lunar Lake e dalle prossime generazioni AMD. Senza questo NPU, alcune funzioni rimangono inaccessibili, anche utilizzando Windows 11 24H2 o 25H2.
Ci troviamo con due classi di PC sotto lo stesso sistema operativo: quelli che attivano Recall, gli effetti studio in locale, la ricerca contestuale tramite IA, e quelli che non vi hanno accesso. Questo divario funzionale sostituisce di fatto la tradizionale rottura tra “vecchio OS” e “nuovo OS”.
- I PC Copilot+ sbloccano le funzioni IA locali (Recall, sottotitolazione in tempo reale, effetti studio) senza connessione cloud obbligatoria
- Le macchine senza NPU compatibile mantengono Windows 11 completo, ma senza il livello IA avanzato
- La soglia di potenza del NPU non è un semplice numero di marketing: condiziona l’attivazione software da parte di Microsoft
Recall e regolatori: il freno che nessuno controlla
Tra le funzionalità più visibili dei PC Copilot+, Recall ha suscitato un grande clamore anche prima della sua uscita. Il principio: Windows cattura regolarmente istantanee dello schermo per consentire una ricerca retroattiva nella cronologia d’uso. Sulla carta, è un guadagno di produttività. Sul campo, è un incubo di conformità.
Le autorità di protezione dei dati stanno già esaminando da vicino questo tipo di funzionalità. Recall potrebbe ritardare o limitare il deployment di alcune funzioni IA nei paesi in cui la regolamentazione sulla privacy è rigorosa, in particolare in Europa.
Per un IT manager, ciò significa che adottare un PC Copilot+ non garantisce l’accesso immediato a tutte le funzioni annunciate. I feedback variano su questo punto a seconda delle regioni e degli aggiornamenti di conformità spinti da Microsoft.
Cosa cambia per un acquisto di PC nel 2025-2026
Prima di ordinare nuove macchine puntando sulle capacità IA, si verificano due cose: la presenza effettiva di un NPU compatibile e la disponibilità reale delle funzioni Recall e studio nella regione di deployment. Un PC contrassegnato Copilot+ acquistato in Francia potrebbe vedere alcune funzionalità disattivate per impostazione predefinita se i regolatori lo richiedono.
Windows 12: un nome o un vero cambiamento di sistema?
Durante il Build 2024 e i lanci dei PC Copilot+, Satya Nadella e Yusuf Mehdi hanno parlato di una “nuova generazione di Windows ottimizzata per l’IA” senza mai utilizzare il termine Windows 12. Questa scelta comunicativa non è casuale.

Microsoft sembra privilegiare un modello di aggiornamenti continui sulla base di Windows 11 piuttosto che un lancio spettacolare con un nuovo numero. L’architettura modulare “Core PC” menzionata in diverse fughe di notizie andrebbe in questo senso: una base alleggerita e modulabile, aggiornata a blocchi, senza reinstallazione completa.
Se questo modello si conferma, la stessa nozione di “uscita” di un nuovo OS perde il suo significato abituale. Si passerebbe da un ciclo “acquisto di licenza + migrazione” a un flusso continuo di funzionalità attivate in base all’hardware.
- Il branding “Windows 12” potrebbe essere solo un nome di marketing per un aggiornamento importante di Windows 11
- L’architettura modulare permetterebbe di attivare funzioni a strati, senza migrazioni pesanti
- Il ciclo di tre anni tra le versioni (Windows 10 verso 11) non è più garantito come modello di riferimento
Calendario realistico e decisioni da prendere ora
Con la conferma di Windows 11 25H2 e il rinvio di almeno un anno di qualsiasi versione numerata “12”, il calendario più probabile colloca un’eventuale annuncio al più presto alla fine del 2026, o addirittura nel 2027. Nulla è scolpito nella pietra.
Per gli utenti ancora su Windows 10, la priorità rimane la migrazione verso Windows 11. Aspettare un ipotetico Windows 12 significa rimanere su un sistema il cui supporto esteso sta per scadere.
Migrare verso Windows 11 ora e scegliere hardware compatibile Copilot+ costituisce la strategia più solida. Se Windows 12 arriverà un giorno come aggiornamento importante, queste macchine saranno in prima linea per beneficiarne. Se il nome non vedrà mai la luce, avremo comunque un parco aggiornato con le funzioni IA attivabili.